Nuovi rischi per le PMI: cosa cambia con la sentenza della Corte Costituzionale

La recente sentenza n. 118/2025 della Corte Costituzionale ha modificato in modo significativo la disciplina sanzionatoria per i licenziamenti illegittimi nelle imprese con meno di 16 dipendenti, come informa il Prof. Avv. Oronzo Mazzotta dell’Università di Pisa e Partner di Harpalis.

Le principali novità sono:

- Il tetto fisso delle 6 mensilità come sanzione massima per il licenziamento illegittimo è considerato dalla Consulta “assolutamente inadeguato”.

- Fino a un nuovo intervento legislativo, la discrezionalità del giudice viene ampliata: la sanzione può variare da 3 a 18 mensilità, a seconda delle circostanze concrete del caso.

- La Consulta segnala l’urgenza di rivedere i criteri che definiscono una “piccola impresa”: non bastano più solo i numeri di dipendenti, ma si propongono come aggiuntivi o alternativi i criteri basati su fatturato o sul bilancio aziendale.

Queste modifiche hanno effetti concreti:

- Maggiore incertezza per le imprese piccole: è difficile stimare quanto potrà costare un eventuale contenzioso, dato che la discrezionalità lascia spazio a oscillazioni ampie.

- Rischio di maggior cautela nelle decisioni di assunzione e licenziamento: l’imprenditore potrebbe essere più timoroso nel licenziare, e meno propenso a espandere il personale, soprattutto in imprese che operano con margini stretti.

- Sollecitazione al legislatore per definire nuovi criteri che siano più coerenti con l’evoluzione dell’economia, specie digitale, dove imprese piccole per numero di dipendenti possono avere fatturati significativi o modelli di business complessi.

Per imprenditori stranieri o investitori esteri questi cambiamenti possono rappresentare rischi aggiuntivi:

- Normativa meno prevedibile, maggiori rischi legali.

- Costi potenziali maggiori in caso di controversie.

- Possibili difficoltà nella valutazione del rischio paese o nello strutturare imprese locali, dove la definizione di “piccola impresa” potrebbe cambiare nel tempo e introdurre regimi più gravosi.

La sentenza della Consulta rappresenta ancora un’incertezza per le piccole imprese: la maggiore incertezza sui costi del licenziamento, la potenziale riclassificazione delle imprese piccole e una normativa che dovrà essere aggiornata. In questo contesto, munirsi di una consulenza specializzata e preventiva non è più un optional, ma diventa una necessità.

Come Harpalis può fare la differenza

Il network Harpalis integra competenze di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro su tutto il territorio italiano, specializzati in vari ambiti (fiscale, giuslavoristico, strategico) è ben posizionata per supportare le imprese in questa fase:

- anticipando i rischi,

- costruendo politiche aziendali compatibili con il nuovo regime,

- proteggendo l’imprenditore in caso di contenzioso,

- offrendo chiarezza sia per imprenditori italiani che stranieri che vogliono investire in Italia.

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